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LA
TOXOPLASMOSI
Toxoplasma
gondii è un parassita intracellulare che può infestare molte specie animali
tra cui gli unici ospiti definitivi sono i Felidi: ciò significa che solo il
gatto può eliminare forme infestanti con le feci (oocisti = uova di
parassita). Tutte le altre specie (uomo incluso) si possono infestare per
ingestione di alimenti contaminati da feci di gatto contenti oocisti sporulate
oppure indirettamente per ingestione di cisti tissutali (contenute nella
muscolatusa di animali infestati) o per via transplacentare.
Il ciclo vitale di Toxoplasma consiste in
3 stadi: oociste, tachizoita a bradizoita. Le oocisti vengono eliminate con le
feci del gatto infetto in grande quantità ma solo per 1-2 settimane; in 24
ore sporulano e divengono infestanti anche per anni, resistono ai comuni
disinfettanti, al congelamento e all'essiccazione; possono essere distrutte
solo alla temperatura di 70°C per almeno 10 minuti. Se ingerita l'oociste
subisce delle trasformazioni e divisioni divendo tachizoita. Quest’ultimo può
invadere diversi organi (muscoli, sistema nervoso, polmone, occhio, fegato,
cuore…) e trasformarsi nella forma cistica detta bradizoita. Se queste cisti
vengono ingerite (per esempio sotto forma di carne cruda o poco cotta)
liberano nell’organismo i bradizoiti che vanno a localizzarsi nei vari
organi compreso l'apparato riproduttivo.
Molte infezioni da toxoplasmosi sono
latenti ed asintomatiche ma possono provocare successivamente una forma
conclamata a seguito di infezioni intercorrenti, stress, patologie
neoplastiche (tumorali), immunodepressione (gatti FIV positivi o uomini HIV
positivi). Nei soggetti giovani la malattia evolve in forma generalizzata ed
acuta con sintomi che riflettono la localizzazione del parassita: febbre,
anoressia, tosse, dispnea (difficoltà respiratorie), diarrea, ittero, sintomi
nervosi.
La diagnosi nel gatto si basa sui sintomi
clinici (solitamente neurologici, respiratori o gastroenterici) e sul
riscontro di titoli anticorpali significativi nel sangue.
LA TOXOPLASMOSI
NELL'UOMO
La toxoplasmosi è sicuramente nota per i
suoi effetti dannosi in gravidanza. Soggetti gravidi (uomo o animali) mai
esposti all’infezione vanno incontro a parassitemia (il toxoplasma si
diffonde in tutto l’organismo tramite il sangue) e localizzazione uterina.
Il parassita può essere responsabile di gravi malformazioni fetali pertanto
la donna in gravidanza deve sapere se in passato ha già contratto
l’infezione (con un esame del sangue per la ricerca di anticorpi) e, se
negativa (cioè senza anticorpi che dimostrano una infezione recente),
prendere alcune precauzioni per evitare l’infezione durante i nove mesi di
gestazione: i gatti dovranno essere alimentati esclusivamente con alimenti
commerciali o con cibi cotti ad almeno 70°C; è sempre possibile testare i
gatti con un semplice prelievo di sangue che attesti il fatto che non hanno
un’infezione in corso; la lettiera dovrà essere pulita giornalmente (prima che
avvenga la sporulazione delle oocisti) e comunque non dalla persona in
gravidanza. L'infestazione è possibile anche con l'accidentale ingestione di
oocisti contaminananti alcuni alimenti (frutta o verdura cruda) pertanto tali
cibi dovranno essere accuratamente lavati e se possibile sbucciati o cotti.
Le maggiori fonti di infezione sono la carne cruda o poco cotta ed i
salumi crudi; gli utensili e le superfici che vengono a contatto con le carni
devono essere lavati con acqua calda e sapone ed anche le mani devono essere
accuratamente lavate dopo aver manipolato carni crude. Per ultimo è sempre
buona norma indossare guanti mentre si fa del giardinaggio.
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