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VOTO
PER I CAPRIOLI
Ciao a tutti,
innanzitutto una segnalazione: alla pagina
http://www.lastampa.it/sondaggi/cmsvota.asp?IDsondaggio=690
Si può partecipare a un sondaggio per votare se si vogliono i caprioli vivi o si vuole la strage. Facciamoci sentire anche qui, ogni mezzo è buono.
SITUAZIONE CAPRIOLI
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Riguardo alla situazione dei caprioli non vi è ancora nulla di certo:sui giornali si legge di tanti appelli che arrivano da questo o quel Comune, Provincia, Regione, disponibile a far trasferire un pò di caprioli sul proprio territorio, salvando loro la vita; si leggono anche appelli di ministri e personalità varie del mondo della cultura e dello spettacolo; si legge che il Ministero dell'Ambiente mette a disposizione dei fondi per i vari trasporti da fare. Tutti a favore di caprioli, che loro chiamano "bambi", in molti casi per farsi pubblicità, in altri per una sincera preoccupazione per gli animali, non ci è dato di saperlo e poco ci interessa.
Gli unici ad essere ancora pro-strage, cacciatori a parte, sono i governanti della Regione Piemonte, che sono poi quelli che devono prendere la decisione. La presidente Bresso dice che ci dobbiamo preoccupare per i bambini del Libano e non per 600 caprioli, che niente contano. Quando si arriva ad usare queste "argomentazioni" vuol dire che proprio non si sa più cosa dire, e non c'è difesa per una decisione impopolare.
Continuiamo a martellare di proteste la presidente della Regione, Mercedes Bresso, magari chiedendole conto del suo sfruttare l'immagine dei bambini del Libano per portare acqua al suo mulino, una mossa veramente indegna:
presidente@regione.piemonte.it
fax 011.4323650
STRAGI IN GENERALE: SFRUTTIAMO L'OCCASIONE!
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Oltre a questo caso, specifico, però, la cosa interessante e importante e assolutamente da sfruttare è che in tanti articoli di giornale (penso e spero anche in TV) si sta iniziando ad affrontare il problema degli "abbattimenti" in un'ottica più generale. Questo emerge sia come dichiarazione di alcuni politici che come citazione dei comunicati di associazioni varie.
Io spero tanto che si riesca a sfruttare questa occasione per rimettere in discussione tutto l'impianto, perchè non è solo questione dei "600 bambi", in questo periodo in ogni parte d'Italia province e regioni fanno a gara per organizzare stragi a danni degli animali selvatici. Li chiamano "abbattimenti selettivi". Ma la parole giusta è strage.
La scusa è che questi animali "fanno danni" perchè sono troppi.
La realtà è che così i cacciatori possono divertirsi ad ammazzarli, i danni reali spesso non sono affatto ingenti, e la colpa, in ogni caso, di una eventuale "sovrappopolazione" è sempre da iscriversi a comportamenti sbagliati degli esseri umani (non certo degli animali!) come gli allevamenti di animali selvatici che vengono poi immessi, appositamente, o accidentalmente, o in modo fraudolento, nel territorio.
Allevamenti che esistono a uso e consumo dei cacciatori, che sono quindi i diretti responsabili della situazione, ma che, anzichè pagarne le conseguenze, ci guadagnano, con delle "belle" battute di caccia fuori stagione, che divertimento!
Oltretutto, quella della strage è una soluzione molto comoda per i governanti locali: evita di pensare a strategie più intelligenti (ma troppo laboriose, forse!), evita di porsi in contrasto con i tanto amati cacciatori (guai a impedire loro di allevare gli animali selvatici - illegalmente o meno - per poi ammazzarli!).
E' evidente che queste uccisioni non risolvono il problema, visto che si fanno ogni anno e la situazione non cambia.
Allora, bisogna cogliere l'occasione per pensare una buona volta a delle soluzioni reali, e far sapere alle istituzioni locali che devono dar retta a quel che vuole la gente - gli elettori -, che non vuole vedere stragi, ma vuole che si risolvano i problemi senza violenza, e non devono invece solo accontentare i cacciatori, un 1% di popolazione italiana.
E' ora che si sollevi l'argomento, e che chi ci governa si impegni a farlo in modo civile, senza barbare uccisioni di massa.
Cosa fare?
Certamente le associazioni locali, in particolare quelle che si occupano di caccia, possono martellare il più possibile le istituzioni locali sull'argomento, facendo loro prendere degli impegni di un futuro comportamento diverso, di studio di soluzioni non cruente, e soprattutto di prevenzione (dei danni che fanno i cacciatori), ma anche i singoli possono dare il proprio contributo affinché si parli della cosa in tutta Italia: scrivete ai vostri giornali locali per
risolvere questo problema, perché questi abbattimenti si fanno in tantissime province in cui ci sono ungulati nei boschi.
Proviamoci!
Grazie e ciao a tutti,
Marina Berati
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