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AVIARE NEL GATTO Aviare nel gatto: intervista a Ilaria Capua (IZS-Ve)(fonte vetjournal) Un evento del tutto episodico il caso segnalato in
Germania Un gatto è stato trovato morto in Germania sull'isola di Ruegen, nel
Mar Baltico, dove si sono verificati numerosi casi di influenza aviare in
uccelli marini selvatici. Le analisi condotte dall'Istituto federale per la
salute animale di Riems in Germania (Friedrich Loeffler Institute), hanno
identificato una "positività" al virus H5N1 del gatto esaminato. Non
è tuttavia specificato se fossero presenti "lesioni specifiche" di
malattia e se il gatto sia realmente morto a causa del virus H5N1. Pur mancando
qualsiasi presupposto scientifico perché questo evento possa destare
preoccupazioni o allarmismo circa una possibile diffusione del virus tra i gatti
selvatici e domestici e ancor meno dal gatto all'uomo, abbiamo comunque cercato
di fare chiarezza sull'argomento con Ilaria Capua, Veterinario dirigente,
Responsabile del Centro di referenza nazionale e laboratorio OIE per l'influenza
aviare e la malattia di Newcastle. vet.journal: Dottoressa Capua, come è
corretto interpretare la notizia diffusa ieri dai media della morte di un gatto
a causa del virus H5N1? Ilaria Capua: Il gatto non è una specie generalmente
sensibile alle infezioni influenzali. Il caso segnalato è da considerarsi un
evento del tutto episodico. D'altra parte conosciamo anche la possibilità dello
spill-over di un virus, ovvero dell'infezione di una specie non considerata
recettiva a tale agente. vet.journal: Come commenta la possibilità di infezione
da parte del virus H5N1 della specie felina, indicata da un recente studio
sperimentale olandese e dai casi segnalati su felini in cattività in Asia?
Ilaria Capua: Il virus H5N1 ha la capacità di effettuare abbastanza agevolmente
il salto di specie. Uno studio sperimentale ha dimostrato che il gatto può
infettarsi ingerendo carne infetta e trasmettere l'infezione ad altri gatti.
Tuttavia il gatto costituisce un fondo cieco per l'infezione, perché le lesioni
gravi, soprattutto polmonari, indotte dal virus causano la morte del soggetto.
vet.journal: E traslando il problema alla realtà dei gatti domestici e randagi
in Italia? Ilaria Capua: Potrebbe succedere che un ipotetico gatto randagio
italiano ingerisca la carne contaminata di un uccello selvatico infetto, come è
successo in Germania. Ma vale la pena di ricordare come anche nei nostri uccelli
selvatici l'influenza aviare sta avendo un carattere di sporadicità (sono 19 i
casi ad oggi dimostrati di infezione - N.d.R). Per i gatti domestici questa
evenienza è molto più improbabile. vet.journal: Nell'improbabile caso in cui
il Medico Veterinario si trovasse do fronte a un caso di sospetta infezione in
un gatto, quale accertamento diagnostico potrebbe effettuare? Ilaria Capua:
L'unico test diagnostico affidabile è l'isolamento del virus dall'espettorato,
quindi l'effettuazione della PCR su un tampone di secreto nasale. Oppure,
ovviamente, l'isolamento in corso di esame necroscopico. Ilaria Capua conclude
osservando che la notizia deve essere presa senza alcun allarmismo, sia per
quanto riguarda il possibile coinvolgimento dei gatti randagi e domestici, sia
tanto più per l'eventuale trasmissione del virus H5N1 dal gatto all'uomo, mai
dimostrata al mondo. Ancor più anedottiche sono le segnalazioni di casi di
infezione da virus H5N1 nel cane, specie in cui è invece recentemente stata
dimostrata la sensibilità al virus influenzale H3N8, un Orthomixovirus equino
che ha effettuato il salto di specie nel cane e che è in grado di trasmettersi
nella popolazione canina. Precedenti notizie di vet.journal: H5N1 in cani e
gatti: nessuno studio pubblicato Influenza aviare: un ruolo del gatto?
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