L'UOMO CHE SFERRAVA I CAVALLI

Il Sole 24 ore di domenica 12 febbraio 2006 - tra le pagine della cultura - Vetrina - ha pubblicato l'articolo "L'uomo che sferrava i cavalli" dello scrittore Andrea de Carlo.

L 'articolo tratta il problema della pericolosità della caccia per le persone, e in particolare dell' arroganza dei cacciatori, delle loro minacce, del loro rendere la vita impossibile alle famiglie che vivono in quello che loro considerano il "loro" terrotorio, in cui pensano di avere il diritto di sparare in ogni posto, senza rispettare le distanze minime e senza rispettare le proprietà private e il diritto degli altri a vivere sicuri a casa propria.

Più oltre sono riportati alcuni stralci.

Ora è MOLTO IMPORTANTE contattare la Redazione per sostenere questo articolo, perché i cacciatori, che come al solito non hanno di meglio da fare, hanno già iniziato a far la voce grossa e protestare presso la redazione.

Noi dobbiamo invece scrivere per portare la testimonianza opposta, per portare la nostra esperienza personale, chi ce l'ha, e le nostre opinione in merito per chi non ha esperienza diretta perché vive in città .

Mi raccomando: anzichè piangerci addosso perché i cacciatori sono una lobby potente, vediamo di essere più potenti di loro, e farci sentire con telefonate, fax, mail (fate anche qualche telefonata e mandate qualche fax, oltre le mail!), e non lasciar correre!

In fretta!

Redazioni:

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Grazie a tutti per la partecipazione.

Ciao,

Marina Berati

 

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Alcuni stralci dell'articolo:

"Il paesaggio era molto bello, ma purtroppo era percorso avanti e indietro da fuoristrada carichi di uomini in tuta mimetica e armati di fucili automatici, con cani chiusi in gabbie che a malapena li contenevano. Ci guardavano male come se stessimo entrando in un territorio di loro pertinenza. Se qualcuno associa ancora all'idea di cacciatore l 'immagine di un simpatico vecchietto, con stivali, pipa e schioppo in spalla, farebbe bene ad aggiornarsi. I cacciatori di oggi assomigliano per equipaggiamento, spirito e anche fisionomia, ai membri di un gruppo paramilitare. Avete in mente le Tigri di Arkan che hanno fatto strage in Bosnia solo pochi anni fa? Lo stile è più o meno quello."

"Le leggi sono tutte a favore dei cacciatori: il proprietario di un fondo per non vederselo invaso è tenuto a chiuderlo con una recinzione di almeno un metro e venti, perdipiù seguendo alcuni criteri ben definiti che rendono l 'operazione complicata e costosa. In questo modo il diritto del cacciatore è così forte da superare perfino il valore apparentemente sacro della proprietà privata. Se un cittadino come Carlo Faillace non è disposto ad accettare che un esercito di occupazione devasti i suoi terreni, uccida i suoi animali e rovini la sua pace mentale, sa fin dall'inizio di esporsi ad ogni genere di ritorsione.

Minacce scritte e urlate, fucili puntati, colpi sparati verso case e macchine, bocconi avvelenati gettati fin sulla soglia per uccidere cani e gatti, anitre domestiche abbattute in volo: non c'è limite alla rabbia vendicativa dei cacciatori,quando si mette in dubbio il loro diritto di saccheggio.".