|
PERCHE' TUTTI DEVONO SAPERE CHE... ...anche
se non riuscite a vedere il filmato almeno leggete l'articolo....
Ricevo da Angela Dionisio: Perché
tutti devono sapere!!!! inoltrate il più possibile! Questa
mail inviatami da una cara amica è qui da qualche giorno. Non
volevo guardare il filmato. http://www.strasbourgcurieux.com/fourrure/ Amo
gli animali, mi sono detta. Faccio quello che posso per loro. Starei solo male.
Per niente. Poi
ho deciso. Di vederlo. Di star male. Per un tempo che non finiva più. Perché voglio si sappia e si faccia sapere l'orrendo dolore che sta dietro agli articoli di pregio in pelle e pellicia, rifiniti, bordati in pelle e pelliccia, che riempiono le vetrine dei nostri negozi, belli e meno belli, che invadono i nostri grandi magazzini (un sacco ne ho visti all'UPIM e RINASCENTE, made in China, con etichette dai nomi inventati), che strabordano dalle bancarelle dei nostri mercati. Perché
voglio che si pensi quando si sceglie una borsa, un paio di guanti, un giaccone,
una giaccavento. Per noi, per un regalo, magari per il prossimo Natale. E
non ci si possa dimenticare quello che qui si è visto o che io voglio comunque
raccontare. Per chi non vuole vedere. Ma deve sapere. Afferrati.
Per la lunga coda stupenda. Sbattuti in terra una, due volte. Lasciati lì, a
sobbalzare. Appena intontiti. Con
calma, senza fretta, ad una ad una tagliate le 4 zampine. Segate. Il piede
dell'aguzzino che li schiaccia sul collo. Li inchioda al terreno. E
sempre con calma, incisi i moncherini ad uno ad uno. Per preparare lo strappo. Lasciati
lì. Ad aspettare. Primo piano su un muso. Sugli occhi dolcissimi. Che
luccicano. Brillano. Spalancati, ogni tanto socchiusi. Appesi.
Scuoiati. Con calma. Senza fretta. Magari sospendendo il "lavoro" per
voltarsi a dire qualcosa. A un altro aguzzino. E lui che sobbalza, si contorce,
spalanca la bocca. E
il pelo fa fatica a staccarsi, a lasciare i piccoli corpi. Ma
no, invece. Primo piano. Sulla carcassa di cui brillavano gli occhi. Zoomata.
Sul muso. Che spalanca la bocca. Un'ultima
ripresa, più d'insieme. In un altro sforzo, la povera testa scuoiata si alza,
si gira. Si volta. Pare quasi a guardare lo scempio di quel che resta del suo
corpo torturato. Minuti
e minuti che sono un'eternità. Un'agonia. Per me, che guardo soltanto. E per
loro...? E
poi è la volta dei cani. Bellissimi. Pelo rigoglioso. Stessa orribile sorte.
Stessa agonia infinita. Quelli il cui pelo compriamo sereni. Credendo
all'etichetta, alla commessa che ci rassicura "E' coyote, asian jackall,
marmotta" Come
se, anche se volessimo crederle, coyote, sciacalli, marmotte fossero esenti dal
dolore. Fossero cose. I cani la cui pelliccia borda i cappucci delle nostre
belle giacche a vento, dei nostri piumini e giacconi. Anche di marca. Di pregio.
WOOLRICH, CIESSE, ASPESI ecc.ecc. ecc... Made in Italy, made in Usa, made in
France. Di taglio perfetto. Dalle rifiniture precise. Esiste una legge in
Italia. Per far stare tranquilli noi consumatori, si sa che è vietato importare
pelli di cane e di gatto. Peccato
che in dogana vengano mistificate con nomi di fantasia o vengano dichiarate come
volpi, agnello, lapin. Peccato
che per scoprirne la reale natura ci vorrebbe ogni volta un costosissimo esame
del DNA, che nessuno è disposto a pagare. Il filmato prosegue. Animaletti deliziosi. Grandi e piccoli. Rinchiusi in attesa della loro sorte terribile. Uno sembra quasi giocare con un recipiente. Sembra un piccolo orsetto, bianco. Altri che girano frenetici nelle loro prigioni. Disperati. Impazziti. E poi è la volta dei conigli. Il famoso lapin, che acquistiamo tranquilli. Tanto, è il pelo dei conigli che mangiamo, che mangiano. Falso. Falsissimo. Guardare il filmato per credere. Appesi. Scuoiati vivi. Carcasse che si contorcono chissà ancora per quanto, dopo. Tutto
questo mi ha intristito e angoscito oltre ogni dire. Una giornata da
dimenticare. ED
E' ZERO A CONFRONTO DI QUELLO CHE SOFFRONO QUESTI ANIMALI. E'
orribile vedere questo filmato. Ma ancora più orribile è contribuire a
tortutare questi animali, colpevoli della maledizione di possedere una bella
pelliccia. Anche
se non vedete il video, vi prego di far girare questa mia il più possibile. E
magari proprio fra chi, non essendo a contatto con realtà animaliste, non
conosce e non sa quanto male una scelta irragionata fa agli "animali non
umani" Grazie
mille. E io che mi chiedo quando finirà e come è possibile che un dio abbia creato uomini tanto crudeli. PROTESTA CONTRO LE PELLICCE Siamo
alle porte dell'autunno e fra poco cominceranno a comparire nelle vetrine e
sugli scaffali di Upim e Rinascente abbondanti capi d'abbigliamento in
pelliccia. Fino ad oggi infatti la dirigenza di questi grandi magazzini non ha
comunicato nulla, su eventuali cambiamenti del codice etico (se ne hanno uno) in
materia di pellicce. Nonostante le continue proteste quindi, sembra che di
rinunciare a vendere cadaveri, per ora, non ne vogliano sapere. L'orrore
che sucita la conoscenza delle condizioni degli animali massacrati a centinaia
di milioni ogni anno, negli allevamenti e dai cacciatori, non può tenerci
inerti e silenziosi. Ogni piccolo gesto contribuisce a diminuire la sofferenza
di quegli animali. giancarlo.macchetto@rinascente.cc giovanni.salerno@rinascente.cc alfredo.dibartolomeo@rinascente.cc giovanni.miccolis@rinascente.cc gabriella.briola@rinascente.cc giuliano.stronati@rinascente.cc antonello.sinigaglia@rinascente.cc enrico.capoferri@rinascente.cc daniele.genovali@rinascente.cc giovanno.scuderi@rinascente.cc giovanni.cobolligigli@rinascente.cc christophe.dubrulle@rinascente.cc alessandro.potestà@rinascente.cc pianificazione.strategica@rinascente.it claudio.cavallini@rinascente.it relazioni.esterne@rinascente.cc investor.relations@rinascente.cc pasquale.borrelli@rinascente.it alessandro.pagliano@rinascente.cc
|