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Secondo il candidato alle regionali in Emilia Romagna,
Luigi Giuseppe Villani, l'attuale legislazione italiana in materia venatoria
sarebbe troppo restrittiva per i cacciatori. Villani lamenta infatti che molti
cacciatori italiani vanno all'estero, anche in paesi confinanti, "per
praticare tipi di caccia che potrebbero benissimo essere fatti anche da noi.
Queste trasferte comportano esborsi sostanziosi di risorse economiche che
potrebbero invece essere più proficuamente impiegate in Italia". "Il signor Villani sembra ignorare un fatto fondamentale." dichiarano i promotori della campagna Caccia il Cacciatore "Il fatto che se arrivano i cacciatori, gli altri turisti se ne vanno. Chi vorrebbe mai rischiare la vita in una zona ad alta densità di cacciatori?". Le perdite per il comparto turistico, nella situazione prospettata da Villani, sarebbero enormi. "Riceviamo ogni settimana segnalazioni di singole persone che vivono in campagna o in montagna e hanno paura a uscire nella loro stessa proprietà, a far giocare i bambini nel bosco o nel prato antistante a casa, ad andare a funghi" aggiunge l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia " ma anche segnalazioni di agriturismi che denunciano situazioni di estrema difficoltà, di impossibilità di organizzare escursioni e passeggiate a causa del pericolo di finire impallinati". Attività venatoria e turismo non possono coesistere. A meno che non si voglia che gli UNICI turisti siano i cacciatori. Ma, dato che sono solo l'1% della popolazione e in costante diminuzione... non è molto saggio puntare su di loro come clientela. "Villani non sembra molto in grado di analizzare la situazione in modo oggettivo, la difesa dei privilegi dei cacciatori gli appare molto più importante della difesa degli interessi degli operatori turistici, che pure finge di difendere" dichiarano i promotori della campagna Caccia il Cacciatore. "E la stessa doppiezza si nota anche in un altro settore: quello dei bocconi avvelenati". Le esche avvelenate sparse in campagna sono un fenomeno che in Emilia Romagna sta diventando davvero preoccupante. E il consigliere regionale Villani non rimane in silenzio: "La strage di animali da affezione, in particolare cani e gatti, e selvatici a causa di bocconi avvelenati in provincia di Parma non si ferma. Bisogna assolutamente attivare serie iniziative per individuare i colpevoli e per fare attività di prevenzione" chiede in una sua interrogazione. Ma questa preoccupazione è inconciliabile con il sostegno all'attività venatoria, sia per motivi etici - perché da una parte inorridire per una strage di animali e dall'altra approvare una strage ancora più enorme di animali selvatici ammazzati dai cacciatori? - sia per motivi di ordine pratico. La diffusione di bocconi avvelenati avviene infatti molto spesso ad opera di cacciatori, bracconieri, proprietari di aziende venatorie, che vogliono "proteggere" gli animali d'allevamento "liberati" in natura per diventare bersaglio dei cacciatori. Li vogliono proteggere dai predatori naturali - che finiscono avvelenati - per poterli uccidere a fucilate. "Come mai questa doppia faccia del consigliere Villani?" si chiedono gli attivisti di Caccia il Cacciatore. "Vuole i voti degli operatori turistici, degli animalisti, degli ambientalisti e dei cacciatori, credendo che non ci si accorga che le sue posizioni sono contraddittorie? Non mancheremo di rendere nota questa sua posizione poco chiara a chi non se ne fosse anco! ra accor to." E continuano: "Sul sito www.cacciailcacciatore.org sono raccolti a questo scopo i nomi dei candidati da NON votare perché si sono dimostrati favorevoli all'attività venatoria, venendo cosi' meno al loro mandato, che è quello di essere al servizio di tutti i cittadini, e non certo quello di metterne in pericolo l'incolumità". www.cacciailcacciatore.org - info@cacciailcacciatore.org
Tel. 3336705842
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